HomePesaroCronacaLa cripta scalcinata perde i segreti. Bettini: “Un intervento inopportuno”Lo storico e collezionista voleva far analizzare la composizione dei muri con il metodo del carbonio-14. “Hanno tolto tutto. Ora non è più possibile risalire all’epoca precisa del monumento: VI o XI secolo”Alessandro Bettini nella cripta di san Decenzio, al cimitero. Lo studioso ha in mano una foto di decenni fa dove appare in modo chiaro il muro scialbatoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPesaro, 21 luglio 2026 – Probabilmente non riusciremo mai a conoscere la data esatta della edificazione della cripta della chiesa di san Decenzio a Pesaro. Una tecnologia per capirlo poteva essere quella dell’esame con il metodo del carbonio-14, ma per poterla effettuare occorreva la “materia prima”, ovvero un elemento valido da esaminare. E nel caso della cripta di san Decenzio questa opportunità pare ormai compromessa, come denuncia Alessandro Bettini, ricercatore storico e collezionista celebre di ceramiche, autore – tra l’altro – del bel volume San Terenzio vescovo patrono della città di Pesaro pubblicato nel 2022.

“Con grande sconcerto – racconta Bettini – ho scoperto che nella cripta della chiesa i muri sono stati scalcinati e ora è visibile solo la materia grezza del manufatto: mattoni e pietre. Così non era fino a qualche tempo fa – e non saprei dire quando visto che non tornavo nella cripta da tanto tempo – però ho foto molto chiare nelle quali si vede bene che i muri erano bianchi e ricoperti di calce. Era quella che volevo far esaminare scientificamente”.