Medici Senza Frontiere (Msf) si unisce agli appelli internazionali per il rilascio immediato degli operatori sanitari palestinesi detenuti da Israele. In una nota, l'organizzazione si dice "indignata" per il trattamento riservato a personale medico "detenuto in condizioni terribili, senza alcuna giustificazione o motivo".Il caso simbolo è quello del dottor Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell'ospedale Kamal Adwan, nel nord di Gaza. Arrestato nel dicembre 2024 durante il raid israeliano contro la struttura, è detenuto da circa un anno e mezzo, ora in regime di isolamento. Msf denuncia "segnalazioni di torture" e parla di uno "schema inquietante" in cui le autorità israeliane arrestano e prendono di mira il personale medico in tutta la Palestina. Il suo legale, che l'ha incontrato il 2 luglio, lo ha trovato incatenato, con lividi su testa e collo e gravi difficoltà respiratorie; al termine del colloquio il medico avrebbe detto: "Mi hanno portato qui per uccidermi". Il figlio Elias, oggi in Kazakistan con la famiglia, teme che il padre "tacerà per sempre".Israele sostiene che Abu Safiya non sia soltanto un medico, ma un membro di Hamas, e che l'ospedale fosse usato dal movimento come centro operativo. Il servizio carcerario afferma di operare "in conformità con la legge" e sotto costante controllo giudiziario, esaminando ogni denuncia ricevuta. Il 10 giugno la Corte Suprema ha respinto il ricorso contro la sua detenzione, prorogata di altri sei mesi.Il caso, sottolinea Msf, "non è isolato". Secondo l'organizzazione Healthcare Workers Watch, citata nella nota, 95 operatori sanitari palestinesi restano detenuti dall'ottobre 2023; nello stesso periodo 1.700 sono stati uccisi, tra cui 15 membri dello staff di Msf. Le stime variano tra le fonti: l'Oms ha parlato di oltre mille sanitari uccisi e di centinaia finiti in custodia.L'appello di Msf si inserisce in una mobilitazione più ampia. Physicians for Human Rights Israel ha presentato ricorso alla Corte Suprema per la liberazione di 14 medici palestinesi, tra cui lo stesso Abu Safiya. In Italia la campagna di Medici per i Diritti Umani (Medu) ha raccolto migliaia di adesioni e l'appoggio della Fnomceo, la federazione degli Ordini dei medici. Petizioni firmate da centinaia di sanitari in decine di Paesi e appelli di relatori dell'Onu chiedono la stessa cosa: il rilascio dei detenuti, cure adeguate e verifiche indipendenti sulle condizioni di detenzione, nel nome della protezione della missione medica garantita dal diritto internazionale umanitario.
L'appello di Medici senza frontiere: "Israele liberi gli operatori sanitari palestinesi che detiene arbitrariamente"
L'organizzazione denuncia detenzioni "senza alcuna giustificazione" e segnalazioni di torture, a partire dal caso del pediatra Hussam Abu Safiya, direttore dell













