da Torino parte un appello alla premier Giorgia Meloni a lavorare "per la liberazione e la salvezza" di Hussam Abu Safiya, pediatra palestinese detenuto da oltre 570 giorni senza accuse formali in isolamento nella prigione di Rakefet. A rivolgerlo, in videocollegamento con un incontro organizzato in Comune a Torino, il figlio del medico, Elyas Abu Safiya, che ha chiesto di "non dimenticare Gaza e mio padre".

"Mi rivolgo alla presidente Meloni con rispetto - ha detto - come figlio che teme per la vita del padre. So che lei è una figura potente e chiedo di usare la sua posizione, i suoi contatti e le risorse diplomatiche per proteggere la vita di mio padre e lavorare per la sua liberazione. Un padre e un essere umano - ha aggiunto - che ha dedicato la sua vita a salvare i bambini e oggi è lui che deve avere la possibilità di vivere. Le chiedo di aiutarci prima che sia troppo tardi, di aiutarci a proteggere i medici che dovrebbero essere negli ospedali non in detenzione".

Elyas Abu Safiya ha poi ricordato il legame di Torino con Gaza e si è detto "orgoglioso di essere figlio di mio padre, il padre più gentile e compassionevole del mondo. La causa palestinese - ha sottolineato ancora - è quella di un popolo che è stato oppresso, ucciso, privato dei diritti. Gaza è fatta di famiglie, di bambini con sogni, di madri che aspettano i loro figli, di medici che cercano di salvare gli altri".