Pubblicato il: 20/07/2026 – 19:44

BOLOGNA La Procura di Bologna amplia il raggio dell’inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne di origine marocchina deceduto durante un intervento della polizia al Pilastro. Dopo il fascicolo per omicidio colposo, i magistrati hanno aperto un nuovo procedimento a modello 45 bis nel quale sono finite al vaglio sei posizioni: quelle dei due poliziotti intervenuti e di quattro operatori sanitari. Un atto dovuto che non implica responsabilità penali, ma consentirà di approfondire eventuali profili di condotta. Proseguono intanto gli accertamenti disposti dalla Procura, che ha acquisito le telefonate al 112 e al 118, le comunicazioni radio tra Questura e volanti, i filmati realizzati dai residenti e le registrazioni delle bodycam degli agenti, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. Secondo la ricostruzione finora emersa, tutto sarebbe iniziato dopo le segnalazioni di alcuni residenti che avevano riferito della presenza di un uomo in evidente stato di agitazione nel cortile di via Svevo. Fakir avrebbe aggredito verbalmente e fisicamente il conducente di un’auto in ingresso in un garage e colpito la serranda di un’autorimessa. All’arrivo della volante avrebbe danneggiato anche l’auto di servizio. Gli agenti avrebbero utilizzato lo spray al peperoncino e successivamente tentato di immobilizzarlo a terra, richiedendo nel frattempo l’intervento del 118. Sul corpo dell’uomo sono state riscontrate lesioni alla testa e al volto, mentre tra le ipotesi sulle cause del decesso figura anche un arresto cardiocircolatorio. Sarà l’autopsia a chiarire dinamica e cause della morte. Sulla gestione dei pazienti in stato di agitazione psicomotoria è intervenuto il presidente della Sis 118, Mario Balzanelli: «Per garantire una gestione sicura e clinicamente adeguata è fondamentale l’intervento di un equipaggio medico-infermieristico qualificato», perché solo così si possono prevenire complicanze potenzialmente letali come crisi ipertensive, aritmie e arresto cardiaco. Secondo Balzanelli, inoltre, «un equipaggio non medico e non infermieristico non è in grado di garantire questo livello di intervento”. Anche la Simeu ha chiesto un tavolo tecnico tra i ministeri della Salute e dell’Interno per definire protocolli condivisi. Opposta invece la posizione del sindacato di polizia Coisp. «Chi interviene su strada deve prendere decisioni in pochissimi secondi. Chiediamo che si smetta di alimentare processi mediatici e che l’operato dei poliziotti venga valutato sulla base dei fatti», afferma il segretario Domenico Pianese. Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini: «Sicuramente si farà chiarezza su un intervento che ha visto la polizia richiesta e fare il suo dovere. Ogni morte è una tragedia, però leggo processi sommari contro i poliziotti. Io sto sempre e comunque dalla parte delle forze dell’ordine». L’avvocata Barbara Spinelli, che aveva assistito Fakir per il permesso di soggiorno, invita invece a concentrarsi sulle circostanze della morte: «Non chiedetevi chi era Fakir. Chiedetevi perché è morto mentre era nelle mani di chi aveva il dovere istituzionale di tutelare la sua vita».