di
Elena Nava*
Lo spiega bene uno studio dei ricercatori dell’Università Bicocca di Milano che spiega come sul piano educativo sia fondamentale riconoscere, consolidare e rendere stabili in contesti diversi queste attitudini innate. *Docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione Università Milano Bicocca
I bambini sono naturalmente gentili? È la domanda cui ha cercato di rispondere uno studio dell’Università di Milano-Bicocca, pubblicato su Nature Human Behaviour, in collaborazione con London School of Economics, Università di Stavanger e Northwestern University. I ricercatori hanno indagato come si sviluppa la gentilezza nei bambini tra i 3 e i 10 anni e se cooperazione, altruismo e onestà siano guidati dall’intuizione o dalla riflessione. Oltre 500 bambini sono stati assegnati casualmente a una condizione di pressione temporale, con risposta entro 10 secondi, oppure a una condizione di ritardo, nella quale dovevano attendere almeno 10 secondi prima di decidere. Hanno svolto compiti di economia comportamentale — Public Good Game, Dictator Game, Ultimatum Game, Deception Game e dilemmi morali — che misuravano cooperazione, generosità, onestà, accettazione di offerte svantaggiose e giudizio morale. Il risultato principale è che i bambini piccoli sono più gentili quando la decisione è rapida e intuitiva; con l’età cresce invece la componente deliberativa.







