Vigevano. Una petizione per chiedere di sistemare il fondo del cavalcaferrovia La Marmora anche nel lato verso corso Argentina e ridurre così il rumore, che nelle notti estive è tutt’altro che limitato. A chiedere interventi è una residente dei palazzi in fondo a via Stropeni, una zona che già in passato aveva partecipato alle proteste dovute ai cordoli longitudinali di cui è stato dotato il cavalcaferrovia dopo i lavori iniziati nel 2016. Un cantiere che non aveva avuto vita facile: prima per le soluzioni viabilistiche imposte; poi per un duplice sequestro dell’area di lavoro da parte dei carabinieri del Nil. La protesta «Vivo accanto al cavalcavia La Marmora, sul lato di corso Argentina, e ogni notte è una lotta per riuscire a dormire. I rumori incessanti delle auto che sfrecciano e il tremore dei vetri rendono impossibile lasciare le finestre aperte, privandomi di freschezza e tranquillità. Questa situazione non è sostenibile per me e per gli altri residenti della zona – scrive F.C. sulla piattaforma Change, dove la petizione ha in poche ore raggiunto una quarantina di firme –. È stato fatto il rifacimento del lato via Leonardo da Vinci nel 2025, ma non riesco a comprendere perché il lato corso Argentina non sia stato incluso nei lavori. È imperativo includere uno strato antirumore per proteggere la nostra qualità della vita, un aspetto fondamentale che sembra essere trascurato». Il riferimento è ai lavori dell’anno scorso che hanno insonorizzato in modo accettabile il lato del cavalcaferrovia posto verso il centro città: un appalto a metà perché le proteste principali arrivavano dai palazzi di via De’ Bussi che costeggiano il ponte sulla Milano-Mortara. Il Comune ha fatto verificare la situazione e chiesto la predisposizione di un piano acustico (affidato allo studio Giacalone di Vigevano) che, in effetti, ha migliorato la situazione. L’altro lato «Riteniamo che sia doveroso agire per il benessere di tutta la comunità – conclude il testo della petizione online –. Proponiamo quindi che il progetto di rifacimento venga completato includendo il lato corso Argentina e vi venga applicato uno strato antirumore. Questo intervento garantirà maggiore serenità e miglioramento della qualità della vita per tutti i residenti vicini al cavalcavia. Chiediamo al Comune di intervenire in modo da assicurare che il nostro quartiere non debba più sopportare queste condizioni invivibili». Quando erano stati ultimati i lavori, infatti, in molti si sono chiesti come fai fossero stati limitati a una sola metà del ponte sulla ferrovia: la risposta dell’amministrazione si era legata ai fondi limitati e alla risposta immediata da dare ai residenti che soffrivano della quantità maggiore di rumore. Il cavalcavia, nato all’inizio degli anni Sessanta per collegare il centro cittadino con i corsi Argentina, Brodolini e Di Vittorio, è un nodo cruciale del traffico cittadino. Quando si è messo mano all’impalcato si è scelto di dividere in due il cantiere: il lato di corso Argentina è stato abbattuto e rifatto da un’azienda; l’altro è stato invece “restaurato”. Sono spuntati una ventina di giunti di dilatazione che aiutano a smaltire l’acqua piovana ma che creano un rumore continuo.
Vigevano, cavalcavia (ancora) rumoroso: i vicini chiedono interventi
Via alla petizione: «Sistemate anche il lato di corso Argentina»










