Telecamere di videosorveglianza per contrastare fenomeni di spaccio ed atti vandalici, potenziamento dell’illuminazione e salvaguardia del monumento tramite recinzione. Queste alcune delle richieste avanzate dall’associazione "Il Cavalciotto di Santa Lucia", che tramite il presidente Giacomo Corsi ha fatto sapere di aver depositato nei giorni scorsi una petizione sottoscritta da mezzo migliaio di cittadini. "Lo scorso 2 luglio presso l’ufficio del Protocollo del Comune di Prato sono state depositate le firme dei cittadini a sostegno della petizione per il Cavalciotto di Santa Lucia, per chiedere telecamere di sorveglianza, illuminazione, targhe esplicative e recinzione a protezione e salvaguardia del monumento – ha spiegato Corsi - e per dire no all’installazione di un ponticino sul Gorone che metterebbe a maggior rischio la sicurezza del luogo e dei residenti. In breve tempo sono state raccolte oltre 500 firme principalmente fra i residenti della frazione, anche grazie all’impegno dell’associazione Il Cavalciotto di Santa Lucia". Sul "ponticino", o passerella che dir si voglia, rischia peraltro di aprirsi un curioso braccio di ferro tra associazioni: lo scorso gennaio, in pieno commissariamento del Comune, la Pro Loco di Santa Lucia e l’associazione "Insieme per la Gualchiera di Coiano" avevano avviato una raccolta firme con l’obiettivo opposto, ovvero quello di sollecitare il Comune alla realizzazione di una passerella di collegamento (esternando inoltre l’intenzione di consegnare il documento firmato dai cittadini all’amministrazione comunale di stampo politico che si sarebbe insediata dopo le elezioni). Non è tutto: Corsi ed i firmatari della petizione "anti-passerella e pro-sicurezza" hanno inoltre posto l’accento anche sulla questione relativa alla sicurezza, denunciando criticità anche sotto questo profilo. "L’area del complesso, diventato monumento nazionale proprio grazie all’impegno dell’associazione, è oggi altamente insicura e vi si registrano spaccio, consumo di sostanze, atti di vandalismo e comportamenti pericolosi ed osceni – ha concluso il presidente dell’associazione Il Cavalciotto - per i residenti parlare di un ponticino sul Gorone è del tutto fuori luogo, e accentuerebbe solo la situazione di degrado e insicurezza, perché renderebbe l’area ancora più accessibile ai malintenzionati". Il documento è al momento al vaglio del Comune, con un primo passaggio che dovrà accertare la conformità dell’iniziativa al regolamento vicende e l’autenticità delle sottoscrizioni. A quel punto, sulla base delle verifiche, la palla passerà al presidente del consiglio comunale Giacomo Sbolgi circa l’ammissibilità della petizione e il conseguente dibattimento nella relativa commissione consiliare.