Detto fatto. La raccolta di firme ha preso piede e in poco tempo Claudia Trebbi, titolare dello storico bar sulla sommità della Siligata ha incassato le prime 80 sottoscrizioni a sostegno del suo appello: rivedere integralmente il progetto che prevede il passaggio della Ciclovia Adriatica sulla sommità della Siligata. Trebbi è scesa in campo perché "se il progetto che il Comune ha presentato all’Anas dovesse essere avallato io rischio di chiudere un’attività che hanno avviato i miei bisnonni, cent’anni fa".

Una pospettiva che ha mosso mare e monti: "A firmare contro l’attuale progetto della ciclabile è venuto anche il prete: abbiamo pure la benedizione di don Daniele" osserva orgogliosa Trebbi. Di prima mattina il sacerdote, parroco di Colombarone e Fiorenzuola, ha raggiunto lo storico bar: "E’ entrato con il Carlino in mano – ride la barista – preoccupato per quello che aveva letto. Anche perché questo bar non è solo un’attività commerciale, ma diamo servizi alla gente e indubbiamente, in tanti anni è diventato un riferimento sociale. Alla Siligata il centro urbano è tutto sparpagliato e non ci sono tanti ritrovi: i pensionati per scambiare due parole vengono qui. Abbiamo aggiunto servizi essenziali come il punto delle Poste Italiane per ritirare i pacchi. Come ricevitoria siamo abilitati a ricevere il pagamento delle bollette, la Tari, il bollo auto.