Hanno raccolto duemila firme e le hanno inviate a Procura di Roma e presidenza del Consiglio dei ministri, tra gli altri, per chiedere le dimissioni dei vertici della Stretto di Messina Spa. Una raccolta che dal contesto locale, adesso si allargherà a tutto il Paese. Ma proprio mentre sta per annunciare l’espansione della raccolta firme, Daniele Ialacqua, del comitato No Ponte Capo Peloro, riceve un’altra notizia, e parte dall’ultima: “Intanto vorrei dire che il Consiglio superiore ai Lavori pubblici c’ha risposto”, annuncia lui (già assessore della giunta di Messina guidata da Renato Accorinti). E continua: “Noi, un piccolo comitato locale, abbiamo scritto al Consiglio chiedendo accesso agli atti, e ci hanno risposto subito mandando tutta la documentazione richiesta”.

Il prossimo 3 luglio, è questa la data da segnare. Quel giorno, il Consiglio superiore ai Lavori pubblici, il massimo organo tecnico che esprime pareri sulle grandi opere, si riunirà per esprimere il parere sul progetto del Ponte sullo Stretto. Lo scorso 13 marzo, il ministero dei Trasporti ha richiesto il parere al Consiglio, inviando la documentazione. Il comitato No Ponte Capo Peloro ha chiesto di conoscere la richiesta del ministero e i documenti, e il Consiglio, presieduto dall’ingegnere, Massimo Sessa, ha inviato la documentazione richiesta: “Si tratta della relazione del progettista e della relazione del comitato tecnico scientifico, sono 500 pagine, in confronto a 10mila elaborati del progetto, per questo riteniamo che la possibilità di manovra del Consiglio sia piuttosto ridotta”, sottolinea Ialacqua.