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Il tempo continua a essere misurato nello stesso modo, ma non sempre viene percepito allo stesso modo. Un’ora resta composta da sessanta minuti, eppure può sembrare lunghissima durante una videochiamata di lavoro e sorprendentemente breve mentre si guarda una serie, si scorre un social network o si conversa in chat. La diffusione dei dispositivi digitali non ha modificato gli orologi: ha trasformato le esperienze che riempiono le nostre giornate e, con esse, la sensazione della durata.

Oggi gran parte delle attività passa attraverso uno schermo. Lo smartphone accompagna gli spostamenti, il computer organizza il lavoro, il tablet facilita la lettura e la smart TV riunisce film, programmi e piattaforme. Secondo il rapporto Digital 2026 di DataReportal, nell’aprile 2026 gli utenti di Internet nel mondo erano oltre 6,1 miliardi. Il digitale non è più uno spazio separato dalla vita quotidiana, ma uno dei luoghi principali nei quali il tempo viene impiegato e distribuito.

Ogni dispositivo ha il suo ritmo

Lo smartphone tende a frammentare il tempo. Viene utilizzato per sessioni brevi, inserite tra un’attività e l’altra: durante un’attesa, in ascensore, sui mezzi pubblici o prima di un appuntamento. In pochi minuti è possibile leggere un messaggio, controllare una notizia, guardare un video e verificare una notifica. Il tempo sembra rapido perché molte azioni vengono concentrate in intervalli ridotti.