“Il tempo esiste, ma noi non misuriamo il tempo assoluto, bensì gli intervalli di tempo. Questo è il tempo utile per noi e su questi intervalli ci confrontiamo e organizziamo”. È un’osservazione semplice, quasi filosofica, che arriva però da uno degli scienziati che ha permesso di trasformare il tempo da concetto astratto a strumento concreto, necessario alla vita quotidiana di miliardi di persone: Christophe Salomon.
Se per Einstein il tempo è “un’illusione” e passato, presente e futuro non sono così separati come la nostra percezione ci porta a credere, Christophe Salomon – fisico francese, già direttore di ricerca al CNRS e Premio Balzan 2025 – ci invita a soffermarci sull’importanza concreta degli intervalli di tempo: quelli scanditi dall’oscillazione di un pendolo o quelli che localizzano un punto sulla Terra, calcolando quanti microsecondi impiega un segnale radio a viaggiare da un trasmettitore a un satellite e poi a un ricevitore. Più è precisa la misurazione di questi intervalli, più è accurata la localizzazione di un GPS. Negli ultimi 70 anni la precisione è migliorata di un fattore di un miliardo, raggiungendo un errore inferiore a un secondo in 13,7 miliardi di anni, l’età dell’Universo. Eppure non basta.






