Caricamento player
Nel petto, subito dietro l’osso dello sterno e appena sopra il cuore, c’è il timo, un organo che per lungo tempo è stato considerato inutile e per un certo periodo perfino dannoso. Poi, negli anni Sessanta, un dottorando scoprì quasi per caso che ha un ruolo fondamentale nel sistema immunitario, e negli anni Novanta un biologo cominciò a iniettarsi degli ormoni per ingrossarlo, convinto che gli avrebbe allungato la vita.
L’interesse per quest’organo è cresciuto negli ultimi anni. Alcuni studi, per esempio, hanno osservato che le persone in cui si conserva meglio vivono più a lungo e si ammalano meno, soprattutto di tumori. Sono ricerche ancora agli inizi, ma intanto diverse aziende stanno investendo in nuove terapie che intervengano sul timo per rendere più efficace il sistema immunitario, rallentare l’invecchiamento e prevenire i tumori.
Il timo sembra un rigonfiamento di tessuto appoggiato sugli altri organi, e forse è per questo che gli antichi greci lo chiamarono thymos, la parola con cui nei loro testi medici indicavano le escrescenze della pelle. Erano chiamate così perché ricordavano i germogli dell’erba aromatica che porta lo stesso nome. Un’altra ipotesi sull’origine del nome ha a che fare con l’idea di evaporazione o di scomparsa. Galeno, medico greco del Secondo secolo, aveva infatti osservato che negli animali appena nati è più grande e che si rimpicciolisce progressivamente mentre crescono. E Rufo di Efeso, suo contemporaneo, notò che in molti uomini adulti non c’era affatto.






