Per decenni la medicina ha considerato il timo come una struttura superflua dopo la pubertà. Questa ghiandola bilobata, situata nel torace dietro lo sterno, veniva descritta nei manuali come un ammasso di tessuto adiposo privo di funzioni concrete nell'adulto. Oggi una serie di evidenze scientifiche analizzate dal Washington Post ribalta questo dogma clinico. Il timo non è un organo marginale, ma un potente regolatore dell'invecchiamento e della salute immunitaria. La sua efficienza influisce direttamente sulla longevità, offrendo una protezione decisiva contro tumori, malattie autoimmuni e rischi cardiovascolari.

La svolta scientifica sul ruolo del timo è avvenuta per caso durante la pandemia di Covid-19. Un team di ricercatori dell'Harvard Stem Cell Institute e del Massachusetts General Hospital ha analizzato le cartelle cliniche di pazienti adulti sottoposti all'asportazione chirurgica dell'organo (timectomia). I dati, pubblicati sul New England Journal of Medicine, hanno rivelato che nei cinque anni successivi all'intervento i soggetti privi di timo mostravano un tasso di mortalità per qualsiasi causa più che doppio rispetto a un gruppo di controllo. Le persone operate presentavano inoltre una probabilità doppia di sviluppare neoplasie e un rischio significativamente maggiore di contrarre patologie autoimmuni.