Legnano, 20 luglio 2026 – Due presidi – uno la mattina e uno nel pomeriggio – davanti ai cancelli di via Ovidio e poi l’incontro con i vertici della società nella sede di Assolombarda. I dipendenti della Tamini di Legnano hanno incrociato le braccia. Chiedono la distribuzione dei profitti a bilancio, attraverso una contrattazione di secondo livello che migliori – e aumenti – il premio di risultato. Lo sciopero è stato proclamato dalla Cgil e dalla Uil e ha visto la partecipazione di oltre 250 addetti del polo di eccellenza, che fa parte del gruppo Terna e che si occupa di progettazione e produzione di trasformatori per industrie e operatori energetici.

Secondo i sindacati, l’azienda registra risultati economici superiori alle aspettative e dispone di un portafoglio ordini che lascia prevedere un ulteriore incremento delle attività nel prossimo triennio. La richiesta, quindi, è che il premio di risultato sia adeguato alla ricchezza prodotta e non limitato a un aggiornamento legato all’inflazione. “A fronte di buonissimi risultati economici raggiunti nell’ultimo triennio e a fronte di ottime previsioni che ci sono state comunicate per il trienni a venire, l’azienda non vuole redistribuire la ricchezza che è stata prodotta e quella che verrà prodotta con i lavoratori”. Le rappresentanze sindacali e i lavoratori si dicono pronti a nuove forma di protesta, se la trattativa non dovesse chiudersi positivamente.