Ancora un grattacapo per il ministero di Salvini. L’interpello per la nomina del nuovo dg della direzione aeroporti pare disegnato su misura per un dirigente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile. Che così passerebbe dal controllato al controllore.
Al ministero delle Infrastrutture e trasporti qualcuno, con amara ironia, lo ha ribattezzato «Ente nazionale in autocontrollo». Il riferimento è all’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile (l’autorità unica di regolazione tecnica, certificazione e vigilanza dell’aviazione civile in Italia) che sta vivendo una delicata fase di vacatio della sua governance. I partiti della maggioranza ci hanno ormai abituato ai litigi e agli stalli al momento delle decisioni sulle poltrone di enti, agenzie e authority, ma in un settore strategico come il trasporto aereo la sostituzione del presidente Enac, Pierluigi Di Palma, nominato dal governo Draghi e scaduto il primo luglio scorso dopo cinque anni di mandato, rappresenta una scelta nevralgica. Un passaggio che, anche a valle delle denunce di qualche sindacato, si sta trasformando nell’ennesima crisi di nervi in seno a un centrodestra che ormai fibrilla su ogni dossier in vista del voto dell’anno prossimo.










