<p>In <strong>Autostrade per l’Italia</strong> (<strong>Aspi</strong>) c’è una partita parallela a quella, tragica, sugli eventi del <strong>ponte Morandi</strong> di Genova che ha causato 43 morti.
Si tratta di quella sul <strong>Piano Economico Finanziario</strong> (<strong>Pef</strong>), un passaggio fondamentale per il gruppo guidato dall’amministratore delegato <strong>Arrigo Giana</strong>, perché in ballo ci sono investimenti plurimiliardari e il rinnovo di circa 3 mila chilometri di rete autostradale del Paese.
Da tempo si attende una risposta dalla <strong>Commissione Europea</strong> – dopo la notifica del <strong>Mit</strong> – sul tema della proroga di 10 anni della concessione (che scade nel 2038) che Aspi ha inserito nell’ultimo Pef da circa 29,8 miliardi per contenere l’aumento dei <strong>pedaggi</strong> al 2,06% annuo. </p> <p>Eppure dopo mesi, l’<strong>impasse</strong> non è ancora stata sbloccata.
Anzi, il rischio che i tempi si dilatino eccessivamente appare più concreto che mai.
Dopo la prima notifica inviata dal Mit sul fronte proroga, secondo quanto ricostruito da <em><strong>MF-Milano Finanza</strong></em>, da <strong>Bruxelles</strong> sarebbe stata inviata una richiesta di integrazione della documentazione al <strong>ministero dei Trasporti</strong>, che quest’ultimo però non avrebbe fatto in tempo a inviare, con il risultato di bloccare ulteriormente i già farraginosi dialoghi.








