Si prospettano i tempi supplementari per la partita che si sta giocando a Bruxelles sull"approvazione del Piano Economico Finanziario (Pef) di Autostrade per l"Italia (Aspi).
E il fischio finale potrebbe non arrivare a stretto giro.
Dopo una serie di tira e molla tra Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (Mit) e gli azionisti di Aspi racchiusi in Holding Reti Autostradali, ovvero Cdp, Macquarie e Blackstone, a marzo, come rivelato da MF-Milano Finanza, era stato trovato un accordo e presentato un piano che prevede 29,8 miliardi di investimenti (che include i 6,7 miliardi già fatti dal 2020 al 2025) e un aumento dei pedaggi del 2,06% annuo che sarebbe vincolato, però, a una proroga del termine della concessione di 10 anni, quindi fino al 2048.Dopo la quadratura del cerchio, il Mit ha acconsentito a sondare la Commissione Europea, notificando la richiesta di proroga a Bruxelles per sondare se la strada fosse percorribile.
Eppure, il Pef è ormai in Commissione Ue da oltre un mese e mezzo, fermo in una sorta di limbo che rischia di complicare non poco strategie e investimenti necessari al sistema Paese.
Tanto che, secondo quanto rivelato a Milano Finanza da alcune fonti, il Mit non starebbe ancora riuscendo ad avere un dialogo con la direzione generale della Commissione Europea e non vi sarebbe fissato alcun meeting nelle prossime settimane.







