Dopo la violenta grandinata di sabato, critiche da politica e spettatori. Al centro sicurezza e futuro ippodromo
La violenta grandinata che sabato scorso ha costretto a interrompere e annullare la seconda delle due date del tour di Bad Bunny all’Ippodromo Snai La Maura, e ad evacuare quasi 80mila persone, ha riacceso il dibattito sull’idoneità dell’area a ospitare eventi di queste dimensioni. L’evacuazione è stata gestita senza gravi conseguenze ma sono tornate a far discutere le criticità che residenti, pubblico e parte della politica denunciano da anni in merito alla venue, alla gestione dei flussi e alla sicurezza. L’ippodromo, va ricordato, è una proprietà privata e non comunale. Sul suo futuro è in corso un contenzioso tra Snaitech, attuale proprietaria, e F3A Green, società interessata all’acquisto dell’area. Palazzo Marino, dal canto suo, ha più volte manifestato l’intenzione di esercitare un eventuale diritto di prelazione per trasformare lo spazio in un grande parco pubblico.
Nel frattempo, è un protocollo condiviso in prefettura a regolare gli eventi, e coinvolge il Comune, l'Agenzia per la Mobilità, i vigili del fuoco, la Protezione civile, Areu, le forze dell'ordine e la polizia locale, oltre a promoter e proprietari dell’area. Tra le linee guida è previsto che i concerti si chiudano non oltre le 23.30, che il trasporto pubblico - finanziato con il contributo di 80 centesimi a biglietto pagante a carico degli operatori - sia potenziato, oltre a piani dedicati per gestire ingressi e uscite e contrastare la sosta selvaggia. Proprio su questi aspetti, però, le critiche non si sono mai spente. L’emergenza causata dal maltempo ha evidenziato ancora una volta alcune fragilità nella gestione dei flussi.











