Roma, 20 lug. (askanews) – Alla vigilia del tavolo convocato al Masaf per affrontare la crisi del grano duro, Confagricoltura chiede interventi tempestivi per tutelare la cerealicoltura nazionale. Per la Confederazione occorre istituire un fondo straordinario dedicato, rafforzare i contratti tra produttori e trasformatori concentrando maggiori incentivi economici sugli agricoltori (non erogando quindi a favore dell’industria) eliminando il de minimis e consentendo di superare la soglia dei 50 ettari per contributo.
Il settore infatti, a fronte della drastica perdita di redditività, fa i conti con costi di produzione in crescita. A titolo di esempio, i prezzi dei fertilizzanti e dell’energia, che a maggio, nonostante la leggera flessione dello 0,3%, sono risultati del 10,5% superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Secondo Confagricoltura sono diversi i fronti su cui bisogna lavorare per contrastare il calo delle quotazioni del frumento duro, oggi intorno ai 260 euro a tonnellata, rispetto al picco dei 515 euro raggiunto a metà 2022.
La misura proposta da Confagricoltura, si spiega in una nota, valorizzerebbe le produzioni agricole di qualità, riconoscendo un premio economico ai produttori più virtuosi e garantirebbe maggiore stabilità di quantità e prezzi, su un orizzonte pluriennale. Si dovrebbe, inoltre, limitare l’incentivo ai contratti di filiera al solo frumento duro destinato alle semole e alla pasta con grano 100% italiano.







