Roma, 21 lug. (askanews) – Ampliare i contratti di filiera che oggi solo il 15% delle superfici, accelerando l’iter di approvazione dei 40 milioni di euro previsti al settore nel provvedimento “Coltiva Italia”. Così Cia-Agricoltori Italiani, che oggi ha partecipato al tavolo sul grano duro al Masaf. Il settore del grano duro è oramai allo stremo e c’è tensione nelle campagne, spiega Cia, come dimostrano le recenti mobilitazioni promosse da Cia sui territori, da Bari a Ravenna, a Cagliari.
Importante per Cia l’impegno del ministro di sostenere la promozione della pasta 100% grano italiano e di rafforzare la ricerca pubblica per migliorare le pratiche agronomiche, contenere i costi e aumentare le rese, a fronte di cambiamenti climatici e scenari geopolitici sempre più instabili. Cia ricorda che i prezzi del grano duro si attestano sui 26 euro al quintale al Centro-Sud, fino a 24 euro in Sicilia e sono sempre più “imbarazzanti” se confrontati con i costi di produzione, che per Ismea si attestavano già a 32 euro al quintale nel Sud a settembre 2025 (cifra allora contestata dagli agricoltori come sottostimata) e ulteriormente lievitati con la guerra in Iran (gasolio agricolo da 0,80 a 1,40 euro) e il successivo aumento dei fertilizzanti (+80%). Il raccolto 2026, pur atteso in buona quantità e qualità (circa 3,8 milioni di tonnellate su 1.150.000 ettari, prima coltura del paese per superficie), non compensa questi costi crescenti.










