(ANSA) - MATERA, 21 LUG - Un piano da 300 milioni di euro in tre anni per sostenere la filiera del grano duro 100% italiano e garantire un prezzo remunerativo ai produttori. È la proposta avanzata da LiberiAgricoltori in vista del tavolo di filiera dedicato al comparto grano-pasta, convocato oggi a Roma. Secondo l'associazione, il settore attraversa una crisi strutturale aggravata negli ultimi cinque anni da siccità, alluvioni, tensioni internazionali, aumento dei costi di produzione e calo delle quotazioni del grano nazionale. Una situazione che, viene sottolineato, rischia di spingere molti territori ad abbandonare la coltivazione del grano duro, aumentando la dipendenza dell'Italia dalle importazioni. Tra le richieste rivolte al Governo figurano anche il rafforzamento della Commissione unica nazionale (Cun) del grano duro, con il ripristino della sede legale a Foggia, una maggiore garanzia di terzietà nella formazione dei prezzi e l'introduzione della quotazione del grano duro biologico italiano. L'associazione chiede inoltre di valorizzare il contenuto proteico del prodotto, richiesto dall'industria della pasta ma, a suo giudizio, non adeguatamente remunerato. Per la Basilicata, l'esito del confronto è considerato particolarmente rilevante. "È molto importante quello che si decide oggi a Roma - dice all'ANSA il presidente di LiberiAgricoltori Basilicata, Emilio Vesia - perché la Basilicata è una regione a forte vocazione agricola e il grano duro rappresenta una delle produzioni principali. Se dal tavolo non arriveranno decisioni mirate, capaci di sostenere concretamente il comparto, sarà molto difficile superare una crisi che gli agricoltori stanno già vivendo da tempo". LiberiAgricoltori propone infine un meccanismo che colleghi il prezzo del grano duro a quello della pasta e del pane prodotti con grano italiano, prevedendo il riconoscimento ai produttori di una quota pari al 20% del prezzo finale di vendita, per riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera. (ANSA).