Roma, 21 lug. (askanews) – Come valorizzare il grano duro italiano? Premiando in primo luogo le forme organizzate di produttori. Lo ha ribadito oggi il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Raffaele Drei partecipando al tavolo convocato al Masaf per affrontare la crisi del grano duro. “I fondi pubblici – ha spiegato Drei – dovrebbero premiare i produttori che scelgono di aggregarsi in cooperative e Organizzazioni di Produttori, che sono il perno su cui si costruiscono e si mantengono solide filiere strutturate, che gestiscono programmazione produttiva, assistenza tecnica e agronomica, concentrazione dell’offerta, stoccaggio, commercializzazione e a valorizzazione del prodotto”.
Secondo il presidente di Confcooperative Agroalimentare “la cooperazione è in grado di garantire una migliore valorizzazione del grano non perché ottiene automaticamente prezzi più elevati, quanto proprio perché gestisce un percorso organizzato in grado di creare valore aggiunto. Dove il modello cooperativo è realmente sviluppato, emergono non a caso risultati virtuosi”.
Sulla base di queste argomentazioni, Drei ha ribadito l’auspicio che il ministero, pur mantenendo gli aiuti de minimis, provveda ad orientare maggiormente le risorse verso quei modelli organizzativi che dimostrano di creare maggiore valore per gli agricoltori, mantenendo alta nel contempo la guardia sui livelli qualitativi e rafforzando così la competitività dell’intera filiera nazionale del grano duro”.









