Roma, 8 lug. (askanews) – La grave situazione del riso italiano sarà oggetto di approfondimento del tavolo nazionale, richiesto da tempo da Confagricoltura e convocato per il 30 luglio alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Confagricoltura sottolinea in una nota che, se la crisi del riso si protrae, il rischio è che gli agricoltori saranno costretti ad abbandonare la coltura per dedicarsi ad altre più remunerative. Per l’Italia, primo produttore europeo di riso, ricorda Confagricoltura, significherebbe non solo perdere la leadership della produzione europea, ma compromettere in modo irreparabile un settore economico con una forte tradizione storica, profonde radici con il territorio e un avanzato stato di innovazione tecnologica.

Al tavolo Confagricoltura porterà anche una serie di proposte per il settore, non solo sul piano dei controlli alle importazioni, ma anche sugli incentivi agli agricoltori per la stipula di contratti di filiera e alla programmazione delle produzioni, allo stoccaggio, oltre alla promozione di buone pratiche per l’uso razionale di acqua in risaia e per una maggiore aggregazione dei produttori.

L’allarme delle aziende, spiega la confederazione agricola, trova riscontro in dati concreti: a fronte di una disponibilità complessiva di prodotto sostanzialmente stabile rispetto alla campagna precedente, il mercato del riso registra oggi una forte contrazione. Le quotazioni alla produzione continuano a scendere, comprimendo ulteriormente i margini degli agricoltori italiani e aggravando una condizione già critica per l’intero comparto.