La soluzione 'surreale' proposta da EasyJet - dividere la squadra, lasciando a terra un atleta e spedendo le carrozzine da gioco su un altro volo destinato non a Glasgow ma ad Edimburgo - costituisce un'offesa al merito sportivo, alla preparazione agonistica e al rispetto dovuto a una Nazionale che rappresenta l'Italia nel mondo. "Quanto accaduto oggi all'aeroporto di Fiumicino è una vergogna inaccettabile che ci riporta indietro di decenni sul fronte dei diritti umani e sociali. Soltanto ieri sera ero insieme ai ragazzi della Nazionale: erano entusiasti per questa trasferta, pieni di passione e determinazione, e immagino la profonda e dolorosa delusione che stanno vivendo in queste ore. Episodi del genere dimostrano, ancora una volta, quanto la pari dignità sia purtroppo soltanto formale e non ancora sostanziale. Non stiamo parlando di una semplice disfunzione di viaggio o di un ritardo bagagli: negare l'imbarco agli atleti e agli ausili con cui essi vivono e gareggiano significa negare la loro stessa autonomia e identità. Le carrozzine per un atleta paralimpico non sono un 'extra' o un bagaglio ingombrante, ma l'estensione del proprio corpo - ha dichiarato Marco Giunio De Sanctis, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico -. Trovo scandaloso che nel 2026 una compagnia aerea come EasyJet possa prima rassicurare una Federazione e poi abbandonare una Nazionale in aeroporto, proponendo soluzioni assurde e persino ipotizzando di non rimborsare il danno subito. Il CIP farà sentire con forza la propria voce in tutte le sedi competenti. Saremo al fianco del Presidente FIPPS e della Federazione sia nell'azione legale per il risarcimento dei danni sia nel pretendere dalle autorità e dai vettori di trasporto regole vincolanti e sanzioni esemplari per chi calpesta i diritti delle persone con disabilità. Ai nostri ragazzi e allo staff va la mia personale vicinanza: l'Italia dello sport paralimpico non tollererà mai più simili discriminazioni".