Ambiente

Mario Alberto Marchi

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Tra un quartiere cementificato e un’area vegetata dello stesso comune corrono 4,2 gradi. È la misura dell’isola di calore milanese, e non è una stima teorica: è il differenziale che i rilevamenti registrano quando l’anticiclone si stabilizza sulla pianura padana e l’asfalto restituisce di notte l’energia accumulata di giorno. Nelle vie strette del centro, prive di alberature e di ventilazione, i termometri al suolo superano regolarmente di due o tre gradi i valori ufficiali delle stazioni meteorologiche, che per convenzione vengono collocate all’ombra, su prato, a due metri d’altezza. La temperatura percepita, con l’umidità tipica della valle del Po, arriva a sfiorare i cinquanta.

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