<p>«Tra poco andrò dal re per rassegnare le mie dimissioni da primo ministro», ha annunciato il <strong>premier britannico uscente Keir Starmer</strong> nel suo discorso di addio all’esterno del 10 di Downing Street, passando così il testimone ad <strong>Andy Burnham</strong>, <strong>sindaco di Manchester e nuovo leader del partito labourista da venerdì 17 luglio</strong>. </p> <p>Starmer, in carica dal 5 luglio 2024 a oggi, 20 luglio 2026, ha affermato di dare il suo pieno sostegno a Burnham e aggiunto che la Gran Bretagna è «più forte e più equa di quanto non lo fosse due anni fa».

Secondo Starmer <strong>l’immigrazione è diminuita </strong>in modo significativo e il Paese è più sicuro e prospero. </p> <p> </p> <ul class="leggi-anche"> <li><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/il-pm-britannico-keir-starmer-si-e-dimesso-202606221105297619" target="_blank">Il premier britannico Keir Starmer si è dimesso</a></em></li> </ul> <h2><strong>La scia di instabilità politica</strong></h2> <p>Dal 2016 a oggi, ben 6 primi ministri britannici<!--TgQPHd||[]--> (escluso Starmer) si sono dimessi in un decennio segnato da una <strong>profonda instabilità politica post-Brexit</strong>: David Cameron, Theresa May, Boris Johnson, Liz Truss e Rishi Sunak. </p> <p>L’era Burnham inizierà così intorno alle 13:30 italiane tra tanti punti di domanda.