Il conflitto tra Stati Uniti e Iran spinge il prezzo del petrolio ai massimi dell’ultimo mese. La crisi è precipitata nelle scorse ore dopo il blitz delle Guardie Rivoluzionarie che, secondo quanto dichiarato da Teheran, hanno distrutto con delle mine due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz nella notte. L’attacco ha subito riacceso la volatilità sui mercati finanziari, dove il greggio ha ripreso a correre superando anche la soglia dei 90 dollari al barile.
I fatti principali
Lunedì mattina i futures sul Brent hanno registrato una crescita di 1,03 dollari (+1,17%), assestandosi a quota 89,13 dollari al barile.
Durante gli scambi il prezzo del greggio ha toccato il livello più alto registrato dallo scorso 11 giugno.
L’impennata estende i forti guadagni della scorsa settimana, che si era chiusa con un balzo del 15,9%, segnando il maggiore incremento settimanale per il Brent dallo scorso aprile.








