Per capire il presente non bisogna mai dimenticare di rivisitare il passato, soffermarsi sugli errori compiuti, cercando di trarne ammaestramento per evitare di commetterne di nuovo altri.

Una rapidissima riflessione sul primo tentativo di elevare la Diplomazia al rango di arbitro supremo delle controversie delle società umana ci riporta all’istituzione della “Società delle Nazioni”, la prima organizzazione internazionale pensata e costruita per garantire la pace e la sicurezza mondiale. Quest’intuizione, scaturita dalla volontà del Presidente americano Thomas Woodrow Wilson, venne discussa nell’ambito della “Conferenza di Pace di Parigi” (1919), istituita dopo l’immane tragedia della Prima guerra mondiale. L’entrata in vigore della Società delle Nazioni data10 gennaio 1920 e operò fino al suo scioglimento, avvenuto nell’immediato dopoguerra (aprile 1946) per essere sostituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), a tutt’oggi ancora esistente ed operante.

Vale però la pena di richiamare lo Statuto della SDN e i principali punti in esso contenuti: la rinuncia da parte degli Stati membri alla guerra come strumento di soluzione dei contrasti; il ricorso all’arbitrato per risolvere le controversie in modo pacifico e vincolante; l’adozione di sanzioni economiche nei confronti degli Stati aggressori; la riduzione degli armamenti nazionali al limite minimo compatibile con la sicurezza interna; l’amministrazione dei territori ex-coloniali o di imperi sconfitti affidata a potenze vincitrici, con l’obiettivo di portarli verso l’indipendenza.