Busto Arsizio (Varese), 20 luglio 2026 – La Pro Patria continua a vivere in un limbo. C'è una società che aspetta il notaio e un'altra che, sottotraccia, prova già a programmare la prossima stagione. Nel mezzo restano una trattativa infinita, equilibri ancora da trovare e un nuovo colpo di scena: le dimissioni dell'avvocato Rosanna Zema dal consiglio di amministrazione, arrivate proprio quando il closing sembrava finalmente vicino.
La doccia fredda
Una mossa inattesa che riapre interrogativi su una vicenda destinata a segnare il futuro del club biancoblù. Fino a pochi giorni fa, infatti, la sensazione era che mancassero soltanto gli ultimi dettagli per arrivare alla firma dell'accordo tra il socio di maggioranza Giancarlo Travagin e la cordata guidata da Luca Bassi, sostenuta da Finnat. I rispettivi legali stavano lavorando per superare le ultime divergenze e, in caso di fumata bianca, il closing potrebbe essere formalizzato già mercoledì. Con la Pro Patria, però, il condizionale continua a essere d'obbligo.
La visita di Bassi arrivato da Londra
Nel fine settimana qualcosa si è comunque mosso. Secondo le indiscrezioni, Luca Bassi sarebbe arrivato venerdì a Busto Arsizio direttamente da Londra, facendo visita anche allo stadio Carlo Speroni. L'incontro con Travagin, che molti attendevano, non si sarebbe però concretizzato. I contatti sarebbero proseguiti telefonicamente, anche grazie all'intervento del sindaco Emanuele Antonelli nel tentativo di favorire il dialogo tra le parti. Sabato, però, il manager avrebbe fatto rientro in Inghilterra senza la tanto attesa fumata bianca.







