Eleonora Tiribocchi

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Il Midas ci parla ancora. Anche se oggi le nuove generazioni appaiono più lontane dalla politica, anche se spesso finiscono per delegare ai più anziani, la memoria di quella presa del potere in casa socialista conserva intatta la sua forza. Un Comitato centrale seppe rinnovare profondamente il Psi e, con esso, l’intero mondo laico e riformista. Cinquant’anni dopo, quella svolta funziona ancora come un richiamo: le idee muoiono quando diventano liturgia, i partiti quando smettono di interpretare il proprio tempo.

Ne abbiamo sentito parlare, con testimonianze di profonda cognizione di causa, al convegno organizzato da Avanti-Psi allo Spazio Roma Eventi. Sul palco Enzo Maraio, Claudio Martelli, Bobo Craxi e la direttrice dell’Avanti della Domenica, Giada Fazzalari. Ad ascoltarli, un pubblico numeroso, con Ferdinando Mach di Palmstein e Francesco Simoni in prima fila. Non una cerimonia nostalgica, ma il tentativo di interrogare quella svolta per comprendere che cosa possa ancora dire alla politica di oggi. Il 16 luglio 1976, all’Hotel Midas di Roma, Bettino Craxi fu eletto segretario del Partito socialista italiano. Non si trattò, tecnicamente, di un congresso, come spesso viene ricordato, ma di una riunione straordinaria del Comitato centrale, convocata dopo il deludente risultato delle elezioni politiche del 20 giugno.