In questi giorni c’è la ricorrenza del cosiddetto Midas, l’albergo da cui prese nome il comitato centrale del Psi, svoltosi proprio alla metà del Luglio 1976, e che si concluse con l’elezione di Bettino a segretario del Psi. La ricorrenza è significativa dal punto di vista storico. Sul piano politico, a nostro avviso, il Psi, quello autentico, e’ finito con la morte di Bettino Craxi. Adesso, rimangono in campo due o tre sigle in concorrenza fra di loro prive di ogni senso e peso politico.

Il Midas si verificò dopo una serie di sconfitte elettorali del Psi che misero in evidenza che la stessa esistenza del partito era a rischio. A partire da quella occasione ci fu una sorta di riaffermazione dello spirito di sopravvivenza e poi di riscossa del partito ad opera di una nuova generazione politica. L’elezione di Craxi a segretario derivò in primo luogo dall’incontro fra la nuova generazione autonomista guidata appunto da Craxi con Martelli, Intini, Finetti e altri e il più anziano Formica, con i giovani lombardi guidati da Claudio Signorile con me e Gianni De Michelis. Sul piano più strettamente politico quel nuovo Psi fu una sorta di vascello corsaro che conduceva una lotta su due fronti, contro il moderatismo democristiano e contro il berlinguerismo del Pci che pretendeva di essere il partito guida della sinistra senza alcuna effettiva revisione ideologica rispetto al comunismo storico.