Amarcord

Biagio Marzo

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Sono trascorsi cinquant’anni da quel 16 luglio 1976 in cui, all’Hotel Midas di Roma, Bettino Craxi fu eletto segretario nazionale del Partito Socialista Italiano. Il mese di luglio richiama alla memoria degli italiani eventi decisivi della storia nazionale. La riunione del Gran Consiglio del Fascismo a Palazzo Venezia, la caduta di Benito Mussolini, la fine del regime e la stagione badogliana, sintetizzata nel celebre slogan: «La guerra continua». Anche il luglio del 1976 fu particolarmente caldo, non solo per il clima. In una Roma soffocata dall’afa, soltanto i giardini e i grandi alberghi dotati di aria condizionata offrivano un po’ di refrigerio. Mentre gli italiani seguivano con distacco le trattative per la formazione del nuovo governo dopo le dimissioni di Aldo Moro, nel PSI si consumava uno dei passaggi più importanti della sua storia.

Dopo la pesante sconfitta alle elezioni politiche di giugno, culminata nel minimo storico del 9,64%, il Comitato centrale fu convocato il 12 luglio proprio all’Hotel Midas, lo stesso giorno in cui il Presidente della Repubblica Giovanni Leone affidava a Giulio Andreotti l’incarico di formare il nuovo governo. La scelta dell’albergo sull’Aurelia fu dettata soprattutto da ragioni pratiche: in quei giorni era uno dei pochi luoghi in grado di garantire condizioni di lavoro accettabili. La relazione introduttiva del segretario Francesco De Martino fu dedicata all’analisi della sconfitta elettorale. I lavori vennero sospesi quando la delegazione socialista fu ricevuta al Quirinale. Al ritorno, De Martino si trovò di fronte a un duro ordine del giorno sulla crisi di governo e sulla linea della Democrazia Cristiana, accusata di ricercare strumentalmente l’accordo con il PCI. Tra i firmatari compariva anche Enrico Manca, uno dei principali esponenti del “correntone” demartiniano: un segnale politico di enorme rilievo. La strategia degli “equilibri più avanzati”, che aveva portato allo scioglimento anticipato delle Camere, si era rivelata un fallimento.