La lettera

Fabrizio Cicchitto

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Caro Direttore,

Mi consenta di rappresentare le mie ragioni rispetto al Comitato Vassalli e a molte altre cose di cui ha parlato Aldo Torchiaro sul Riformista del 26 Giugno. Il sottoscritto ha sempre ritenuto che il PSI, quello vero, autentico e grande è finito con Craxi e che oggi non è utile la formazione di un quarto partitino socialista, magari quello dei nobili decaduti, senza che prima ci sia la scintilla costituita dal segnale da parte delle nuove generazioni, di nuovi dirigenti e di nuovi leader politici, tanto meno dei media e di rilevanti settori della società civile. Invece la cultura socialista è tuttora in campo e anzi svolge sul terreno dei contenuti un ruolo fondamentale, starei per dire egemone, con l’apporto di singole personalità, riviste (prima tra tutte Mondo Operaio, e anche la nostra Civiltà Socialista), Fondazioni (in primo luogo la Fondazione Craxi e la Fondazione per il Socialismo), Associazioni e quant’altro. Esistono anche singole esperienze locali assai significative. In questo quadro, visto come erano andate le cose, cioè molto male, sul terreno del referendum sulla giustizia ho proposto di proseguire l’attività del comitato Vassalli in continuità con le ragioni per cui era nato, cioè della battaglia per la riforma della Giustizia, in Parlamento e nel Paese con proposte mirate, fra cui fondamentale a mio avviso la valorizzazione con precisi strumenti del ruolo del GIP, che può avere funzioni decisive di contrasto alla prepotenza nella fase preliminare dei pubblici ministeri.