Roma, 26 mar. (askanews) – Stefania Craxi capogruppo al Senato al posto di Maurizio Gasparri: a tre giorni dalla sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia, storico cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi, anche in Forza Italia arrivano le prime dimissioni. “Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico”, dichiara l’ex presidente dei senatori. Ma il passo indietro va proprio nella direzione di quel rinnovamento auspicato dalla famiglia Berlusconi da tempo.

Ambienti vicini a Marina Berlusconi fanno trapelare che l’avvicendamento è un’iniziativa del gruppo parlamentare ma ribadiscono che la presidente di Finivest da tempo sostiene una sempre maggiore apertura della classe dirigente. Stando a quanto viene raccontato, sarebbe stata proprio lei a volere una donna alla guida dei senatori e la scelta sarebbe ricaduta su Stefania Craxi verso la quale la figlia del Cavaliere nutre da sempre grande stima, ribadita anche oggi, la stessa, sottolinea la nuova capogruppo, che legava i rispettivi genitori.

La neo eletta parla di “un avvicendamento normale, in cantiere da prima del referendum”. Bolla come “ricostruzioni fantasiose” le indiscrezioni stampa secondo cui ci sarebbe stata una raccolta firme su un testo, promosso da Claudio Lotito, contro Gasparri, con ben 14 adesioni su 20 senatori, comprese quelle di due Ministri, Casellati e Zangrillo. Ai cronisti che le domandano perché Gasparri – che con ogni probabilità sarà eletto presidente della commissione Esteri al posto di Craxi – si sia dimesso la nuova presidente dei senatori replica che “fare il capogruppo è logorante” anche se poi non nega si tratti di “un segnale di discontinuità” di cui, ripete, si “parlava da tempo”. Discontinuità che per ora non sembra interessare il capogruppo alla Camera, Paolo Barelli, altro fedelissimo di Tajani. “Non mi risulta”, si schermisce Craxi. E lui le augura buon lavoro garantendole “collaborazione”.