Nel Dizionario del 2008 il titolo del brano di De Andrè era diventato un neologismo per "prostituta". Ora il cambio

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Da neologismo a "vecchiologismo" il passo è (talvolta) troppo breve. Nel 2008 il Dizionario di Treccani ha inserito la definizione "Bocca di rosa" facendola equivalere alla parola "prostituta". Ora, come rivela al Corriere della Sera Valeria Della Valle che dirige il dizionario con Giuseppe Patota, il neologismo verrà ridefinito come una "donna libera". Bocca di rosa uguale donna libera.

Come si sa, Bocca di rosa è il titolo un brano celebre e immortale che Fabrizio De André scrisse nel 1967 con Gian Piero Reverberi e poi pubblicò prima come lato B del 45 giri Via del Campo e poi all'interno del disco Vol. 1. Un brano di rara bellezza perché intanto racconta una storia di passione, gelosie e libertà e poi perché ha confezionato, come capita soltanto alle canzoni che passano alla storia, un'immagine entrata nel dialogo collettivo. Un neologismo, appunto. Ma neanche troppo "neo" visto che è stato inserito nell'elenco della Treccani oltre quarant'anni dopo la sua comparsa. Tra l'altro, lo stesso De André nel brano tratteggiò una figura femminile diversa da quella più prosaica della prostituta. "C'è chi l'amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione, Bocca di rosa né l'uno né l'altro, lei lo faceva per passione" e la contrapposizione tra "professione" e "passione" è talmente evidente da escludere ogni dubbio. Ma tant'è. Vox populi. Comunque Bocca di rosa ha impiegato decenni a essere "legittimato" dal mondo culturale. Con molta più rapidità stavolta si sarebbe pronti a una revisione nel senso di "donna libera" anche se, a tutti gli effetti, bocca di rosa potrebbe anche non essere una donna.