DORNO Torna il progetto del maxi parco agrivoltaico da 156 ettari nel Comune di Dorno. La società “Grande Rinnovabili srl”di Trieste ci riprova, dopo che il primo progetto era stato archiviato dalla Provincia a dicembre dello scorso anno, in quanto non era stata fornita tutta la documentazione necessaria per avviare il procedimento di autorizzazione. Secondo tentativo Così, lo scorso mese di aprile, la società aveva ripresentato il progetto e, dopo una prima richiesta di integrazione dei documenti da parte degli uffici della Provincia, ora è partito ufficialmente l’iter per l’ottenimento dell’autorizzazione regionale. La conferenza dei servizi è in programma il prossimo 23 luglio, alla 10, in Provincia. All’ordine del giorno, il rilievo di eventuali elementi ostativi all’autorizzazione/approvazione del progetto, l’illustrazione da parte del proponente del progetto, l’organizzazione del sopralluogo istruttorio, la calendarizzazione dei successivi lavori della conferenza di servizi. In quell’occasione saranno valutati anche eventuali pareri che arriveranno dagli enti interessati dal posizionamento dell’impianto. Il progetto Il progetto “Cascina Grande” è localizzato nel comune di Dorno su terreni agricoli di superficie totale 156,8 ettari (pari all’estensione di quasi 200 campi da calcio), che si trovano a 2, 5 km dal centro abitato, ad ovest del torrente Terdoppio. I lotti sono delimitati dalle strade provinciali 19 e 29. Le opere di connessione dell’impianto con la rete elettrica interesseranno anche i comuni di Scaldasole, Sannazzaro de’ Burgondi e Pieve Albignola. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto agrivoltaico avanzato di potenza di picco pari a 12.696 KWp con il posizionamento di 176mila pannelli fotovoltaici. Trattandosi di un parco agrivoltaico, il progetto prevede la coltivazione dei terreni dove saranno posizionati i pannelli solari con l’introduzione di una coltura diversificata (asparageto in rotazione con colture da sovescio) rispetto alla risaia prevalente. La società, inoltre, annuncia l’introduzione di tecniche di agricoltura di precisione con sistemi di irrigazione sensorizzati e droni autonomi per garantire una gestione oculata di fertilizzanti e prodotti fitosanitari, con riduzione dei consumi idrici e chimici. L’altezza media dei moduli e l’introduzione di misure di mitigazione (fascia perimetrale con noccioleto e specie arbustive autoctone, colori naturali degli elementi costruttivi, illuminazione controllata ad attivazione solo in caso di intrusione)serviranno a minimizzare l'impatto percettivo dell’impianto sul paesaggio circostante. Infine, dal punto di vista ambientale, è stimato un risparmio annuo di 77mila tonnellate di anidride carbonica.