Chi ha atteso l’accertamento e ha pagato l’imposta ha versato il 100%. Chi ha impugnato e ha trascinato la controversia di grado in grado ne versa una frazione — fino al 5%, se l’Agenzia ha perso in ogni grado e la causa è approdata in Cassazione — senza sanzioni né interessi, e all’amministrazione non resta che verificare la regolarità formale della domanda. È il meccanismo della definizione agevolata delle controversie tributarie della legge di bilancio 2023.

L’11 giugno 2026 l’Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione, Dean Spielmann, nella causa C-308/25, ha concluso che per l’Iva questo non è compatibile con il diritto dell’Unione. E lo ha fatto sul terreno che la nostra Costituzione presidia con l’articolo 53.

Il principio di neutralità fiscale, che l’Avvocato generale pone al centro, è il volto europeo della capacità contributiva. Se due operatori nella stessa posizione versano importi diversi a seconda che abbiano adempiuto o litigato, la misura del dovuto ha smesso di essere la ricchezza da colpire ed è diventata la scommessa sul contenzioso: il risparmio può arrivare al 95% del tributo, a seconda di quanto a lungo si è resistito e di come sono andati i gradi precedenti.