Accertamenti, liquidazioni automatiche con annesse richieste di pagamento e pignoramenti lampo per contrastare l'evasione dell'Iva. Che stando alle ultime tempi disponibili, quelle di Banca d'Italia ma relative al 2021, da sola sfiora i 18 miliardi all'anno.
Cioè la stessa cifra che il governo vuole recuperare quest'anno con la lotta al sommerso. Assieme al taglio dell'Irpef e alla rottamazione, in materia fiscale, la manovra porta con sé nuovi strumenti per l'Agenzia delle Entrate e della Riscossione, con i quali incassare in tempi brevi quanto non dichiarato e versato.
Oltre alle ultime soluzioni garantite dall’intelligenza artificiale per incrociare le informazioni e calcolare il dovuto, la svolta è contenuta in un pacchetto di norme inserite nella legge di Bilancio da oggi in discussione al Senato. Tra le quali, forse la più importante, permette agli 007 del fisco di controllare «i dati relativi alla somma dei corrispettivi delle fatture elettroniche (compresi quindi gli scontrini, ndr) emesse nel semestre precedente». Soprattutto se il loro intento è quello di avviare procedure esecutive, pignorando anche somme di terzi.
Proviamo a spiegare in estrema sintesi il meccanismo che scatterà dal prossimo anno: l’azienda o il professionista incassa il pagamento di un bene o di una prestazione, fattura ma omette il dato o non presenta la dichiarazione Iva; a quel punto l’Agenzia, grazie alla possibilità di accedere a tutte le fatture e gli scontrini emessi negli ultimi sei mesi e incrociandole anche con le altre informazioni presenti nelle banche dati fiscali, può nell’ordine: accertare l’avvenuta transizione non dichiarata, calcolare quanto è dovuto di Iva e inviare un avviso (che ricorda molto una lettera di compliance) al contribuente per versare il dovuto entro 60 giorni, nel quale sono indicate le informazioni omesse in dichiarazione.









