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23 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:03
Nella manovra 2026, che apre la strada alla quinta rottamazione delle cartelle esattoriali a favore di chi non ha versato il dovuto, entra anche un mini pacchetto di misure che dovrebbero limitare l’evasione fiscale e rendere più efficace l’oggi debolissima attività di recupero dei crediti fiscali. Il governo Meloni si è ben guardato dal recepire la più “pesante” tra le proposte della commissione incaricata di analizzare il magazzino fiscale, cioè la possibilità per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione di utilizzare tutti i dati dell’anagrafe dei rapporti finanziari e sapere quanti soldi ci sono in un dato momento sul conto corrente di chi ha pendenze col fisco. Ma ne ha accettata un’altra non secondaria: all’ente della riscossione sarà consentito di analizzare i dati delle fatture elettroniche per capire se il contribuente che non ha pagato il dovuto attende dei pagamenti e pignorarli prima che li riceva.
I dati delle fatture elettroniche possono già essere utilizzati dalla Guardia di Finanza per le funzioni di polizia economica e da Agenzia delle entrate e Gdf per l’analisi del rischio. La nuova norma contenuta all’articolo 27 del ddl bollinato prevede che “al fine di dare attuazione alla Riforma 1.12 del Pnrr (Riforma dell’Amministrazione fiscale) come da modifiche in corso di riprogrammazione” l’Agenzia possa in futuro – l’attuazione è rinviata a un provvedimento del direttore – mettere a disposizione dell’AdER le informazioni sulle fatture emesse da debitori iscritti a ruolo nei confronti dei clienti nei precedenti sei mesi, per “le attività di analisi mirate all’avvio di procedure esecutive presso terzi“. Vale a dire che se una partita Iva con cartelle non pagate riceve un compenso da un committente, AdER potrà pignorare direttamente quelle somme presso il cliente invece di attendere gli ordinari tempi della riscossione.








