Storica decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza pronunciata nella causa C-527/24 che ha stabilito un principio destinato ad avere importanti effetti nel contenzioso tributario europeo, si segna un passaggio estremamente rilevante per la tutela delle imprese e per la certezza del diritto in materia fiscale
In breve, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha affermato che il diritto al rimborso dell’IVA è un diritto fondamentale per le imprese e non può essere negato per motivi meramente formali, neppure quando sul caso sia intervenuta una decisione definitiva del giudice nazionale.
Si tratta di un precedente di grande rilievo per tutte le imprese coinvolte in contenziosi IVA con l’Agenzia delle Entrate. Il principio stabilito dai giudici europei potrebbe infatti incidere su numerosi procedimenti in corso, riaffermando che il diritto al rimborso non può essere negato per questioni puramente formali o informatiche, quando il presupposto sostanziale dell’imposta risulta correttamente dimostrato.
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Secondo la Corte di Giustizia, infatti, una decisione nazionale che abbia negato il rimborso per ragioni puramente formali può essere superata e considerata inefficace, anche quando sia stata pronunciata dalla Suprema Corte di Cassazione. Il principio affermato dalla sentenza rafforza il ruolo del diritto europeo nel garantire l’effettiva tutela dei contribuenti e la corretta applicazione delle norme fiscali comunitarie.







