Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
«La presenza di tracce di sostanze rilevate nella stazione della Città dei Ragazzi non indica che quel luogo sia insicuro o interessato da fenomeni di spaccio. Quel sito è stato scelto come punto rappresentativo della città. Tuttavia il dato ci ricorda che il mondo giovanile non vive separato dalla realtà sociale. Le sostanze di abuso attraversano oggi tutti i contesti e la vera sfida non è negarne l’esistenza, ma rafforzare le capacità educative, relazionali e preventive della comunità. La sicurezza di un luogo per i giovani non si misura dall’assenza assoluta dei problemi, ma dalla capacità di intercettarli, comprenderli e affrontarli».
Parla il dottore Salvatore Monaco è responsabile della struttura di Alcologia “Tommaso Campanella”, uno dei bracci operativi del Centro di solidarietà “Il Delfino” che da quarant’anni è in prima linea anzitutto contro le tossicodipendenze. Il professionista legge con consapevolezza i dati emersi dalla Relazione 2026 al parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, presentata nei giorni scorsi. Nelle decine di pagine di statistiche e rilevazioni, analisi e anche suggerimenti, compare l’analisi di sostanze psicotrope nell’aerosol atmosferico Pm10, cioè le cosiddette polveri sottili. Tra le diciassette comunità prese in esame anche Cosenza con rilevazione nella Città dei ragazzi. Sedici i controlli effettuati in città, tutti positivi alla cocaina e tredici anche alla Ketamina. Nessuna, invece, al Thc, il principale principio attivo psicoattivo presente nella pianta di Cannabis sativa. È la molecola responsabile degli effetti psicotropi (il cosiddetto “sballo”) della marijuana e dell’hashish.







