Pubblicato il: 12/07/2026 – 16:31

di Fabio Benincasa

COSENZA Le operazioni antidroga concluse negli ultimi anni hanno colpito organizzazioni, piazze di spaccio e canali di approvvigionamento, ma il traffico di sostanze stupefacenti continua a rappresentare uno dei business criminali più redditizi del Cosentino. Le più recenti cronache giudiziarie raccontano un fenomeno che ha cambiato forma nel tempo dopo la decapitazione di interi gruppi criminali, dell’introduzione sul mercato di nuove sostanze stupefacenti, delle diverse modalità di distribuzione.

Lo spaccio è cambiato

Agli inizi degli anni 2000, alcune operazioni della Direzione distrettuale antimafia aveva accertato l’esistenza di un sistema di traffico di droga che coinvolgeva diversi territori del capoluogo bruzio, all’interno del quale – secondo gli investigatori – gruppi criminali tradizionalmente contrapposti avevano trovato un terreno comune proprio nella gestione degli stupefacenti, confermando come il narcotraffico fosse in grado di superare persino storiche rivalità. La droga, in questa fase, viaggiava lungo una direttrice interna, alimentata da piccoli carichi.Uno degli aspetti più interessanti emersi dalle successive indagini riguarderà l’evoluzione delle rotte di approvvigionamento. Nel 2015, ad esempio, gli investigatori ricostruirono un collegamento tra il mercato cosentino della cocaina e la Colombia. In quell’occasione venne sequestrata cocaina purissima arrivata nel Cosentino attraverso un percorso internazionale con tappa a Londra. L’inchiesta mostrò come anche una realtà apparentemente periferica rispetto ai grandi hub del narcotraffico potesse essere inserita in circuiti criminali transnazionali. L’operazione restituì il ritratto di una provincia non concepita come una enorme piazza di spaccio, ma come un territorio inserito in reti logistiche più ampie.