Catania è una delle “piazze” più grandi a livello di traffico all’ingrosso e spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti della Sicilia. Sicuramente è la più fiorente della Sicilia orientale. I numeri che sono emersi dalla visita della Commissione Regionale Antimafia sono davvero allarmanti: oltre 40 piazze attive sul territorio e oltre 160 chili di cocaina sequestrata dalla polizia. Le modalità dello “smercio” di sostanze stupefacenti sta cambiando. Alle tecniche tradizionali se ne aggiungono altre più innovative. L’obiettivo principale delle organizzazioni criminali, alcune volte controllate dai clan mafiosi, è quello di trovare nuovi sistemi che possano schermare i controlli delle forze dell’ordine. Ma gli investigatori sono riusciti a “bucare” anche le piattaforme virtuali e criptate create dai gruppi dediti allo spaccio di droga. Il dirigente della squadra mobile di Catania, Emanuele Fattori, analizza l’evoluzione del narcotraffico etneo.

Come è strutturato lo spaccio di droga alle falde dell’Etna?

«Nel territorio etneo insistono numerose piazze di spaccio, che però hanno caratteristiche diverse».

Cioè?

«Molte delle piazze di spaccio fanno riferimento ai vari gruppi criminali che insistono su Catania. Il traffico delle sostanze stupefacenti è un business illecito trasversale che connota un po’ tutti i gruppi criminali di matrice mafiosa. È chiaro che oltre alle piazze di spaccio “storiche”, ci sono anche piccole realtà che, comunque, rappresentano punti di riferimento. Parliamo di piccole piazze di spaccio a “conduzione familiare”, che pur non dipendenti in maniera diretta dai clan dominanti possono magari ricevere da loro le forniture. E, infine, sono molto diffuse le piazze “itineranti”».