Pare la pellicola di un film già visto. A Catania si spara per il traffico di droga. Uno scontro fra bande per lo più - la mafia sarebbe coinvolta solo in parte - per il controllo dello smercio di sostanze stupefacenti. Una città dove sono operative ben 42 piazze di spaccio. E in poco più di sei mesi sono stati sequestrati già 160 chili di cocaina. Lo scenario arriva al termine della missione catanese della Commissione Regionale Antimafia. Ieri mattina a Palazzo Minoriti, il presidente Antonello Cracolici accompagnato dai deputati Giovanni Burtone, José Marano, Ludovico Balsamo, Salvatore Scuvera e Sebastiano Venezia, ha sentito le relazioni del procuratore Francesco Curcio, del questore Giuseppe Bellassai, il comandante dei carabinieri Salvatore Altavilla, il capocentro Dia Filippo Puzzo, il comandante della guardia di Finanza Marco Filipponi e il prefetto Pietro Signoriello, che presiede il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
«C'è una recrudescenza di episodi criminali che gli investigatori non ascrivono ad attività o personaggi legati alle organizzazioni mafiose. È possibile che ci sia - ha spiegato Cracolici ai cronisti - una recrudescenza di persone che aspirano a diventare parte delle organizzazioni mafiose. Il più delle volte questi scontri sono frutto di problemi legati al traffico della droga». Cracolici ha poi portato l’attenzione sul traffico di droga: «C'è stato riferito che solo nella città di Catania vi sono 42 piazze di spaccio e quindi la droga è il principale affare che gestisce l’organizzazione criminale di Cosa nostra e non solo». I soldi sporchi della droga però vanno riciclati: «Le ingenti risorse che girano attorno al traffico della droga, inevitabilmente, hanno bisogno - spiega il presidente Cracolici - poi di essere riciclate nei settori delle cosiddette economie pulite che rischiano di essere fortemente inquinate». I settori sono quelli del turismo, dei rifiuti, degli appalti.








