PAVIA. Ancora disservizi e ancora proteste di cittadini che parlano di bus che accumulano un ritardo medio di mezz’ora. E i sindacati lanciano l’allarme perché mancano 20 autisti sulla tratta urbana, «fondamentali per garantire l’efficienza del servizio», dicono Gaetano Di Capua, segretario provinciale di Fit Cisl, e Mario Onori segretario provinciale Ugl Fna autoferrotranvieri. Che ci fosse un problema di carenza del personale lo aveva già evidenziato la stessa Autoguidovie, la società che gestisce il trasporto pubblico locale in provincia di Pavia, facendo sapere che l’azienda punta ad assumerne 50 entro fine anno, numero, quest’ultimo, che «consentirebbe di ragionare in un’ottica di crescita, potenziare i servizi, svilupparne di nuovi, garantire il turn over». Ed è per questo che Autoguidovie sta portando avanti il progetto Academy, percorso di formazione e inserimento professionale rivolto anche a persone senza esperienza e prive di patente D e CQC. «Ma il problema è che circa il 50% di chi fa l’Academy e termina il corso poi non resta, preferendo pagare la penale prevista – spiega Onori -. Una scelta a cui si è costretti da condizioni di lavoro inaccettabili». Le condizioni «La questione centrale sta nelle regole d’ingaggio - precisa Di Capua -. Si inizia ma poi si preferisce cessare il rapporto dopo pochi mesi». I sindacati parlano di «turni massacranti, spostamento dei riposi previsti per coprire tutte le corse, spostamento di alcuni dipendenti su altri incarichi, con l’obbligo di coprire comunque la linea urbana, persino l’impossibilità della sosta per il bagno». «Pavia merita un trasporto pubblico affidabile e i disservizi dichiarati dall’utenza non dipendono dai lavoratori. Non hanno alcuna responsabilità, ma subiscono una cattiva gestione», spiega Di Capua, mentre Onori ricorda che nell’incontro che si è svolto tra direzione e rappresentanti della tratta urbana proprio sulla questione ritardi e corse saltate, l’azienda ha puntato l’indice sui «troppi cantieri presenti in città». «Ma il vero problema – dicono Di Capua e Onori – è la carenza di personale. Chi entra in prova presto comprende che le modalità di lavoro sono insostenibili. È assurdo che vengano ignorate le esigenze famigliari e che nono vengano concesse ferie oltre a quelle canoniche e già programmate, ad esempio, nel periodo estivo». Le soluzioni La contestazioni riguardano anche il fatto che l’azienda si interfaccia con le segreterie regionali. «Ma quelle provinciali conoscono bene le situazioni locali - spiegano Onori e Di Capua -. Per migliorare il servizio, come chiedono molti cittadini, molto possono fare l’Agenzia per il trasporto pubblico, Comune e Provincia per la tratta extraurbana». Intanto Autoguidovie ha avviato una campagna di recruiting e il progetto Academy, percorso che prevede formazione teorica e pratica finalizzata al conseguimento delle abilitazioni, con costi interamente sostenuti dall’azienda, affiancamento operativo e inserimento graduale nel ruolo. l