"Sputi, insulti, minacce di ogni genere, spintoni, ma anche sassi lanciati nei finestrini aperti oppure laser puntati sullo specchietto retrovisore per infastidire l’autista". Preoccupazione tra i sindacati per i conducenti degli autobus in servizio sul territorio, che subiscono aggressioni, molte delle quali neppure denunciate per il timore di ritorsioni. L’ultimo caso è avvenuto pochi giorni fa su un autobus di linea a Calcinelli (Fano), dove un passeggero ha estratto coltello e lima, avvicinandosi alla conducente, che ha fatto scendere tutti e ha chiamato le forze dell’ordine.
"Quelli che in passato erano episodi isolati, oggi sono all’ordine del giorno – dice Emanuele Cingolani di Uil Trasporti Marche –. Non è casuale la difficoltà delle aziende nel reperire autisti, che tra l’altro sono pagati poco: un neo assunto prende 1.300-1.400 euro al mese per turni di sei ore e mezzo, sei giorni su sette". Sulla stessa linea Augusto Serrani della Fit Cisl Marche. "Faccio questo mestiere da ventinove anni, un tempo c’era grande rispetto nei confronti degli autisti, oggi non è più così – ammette –. Giovedì scorso, a Chiaravalle di Ancona, un passeggero ha preso a pugni il pannello che protegge il conducente, mentre il mezzo era in marcia: ovviamente sono intervenuti i carabinieri. Un altro caso è successo nel Maceratese, dove un passeggero si è arrabbiato con l’autista, perché si era bloccato oltre la fermata. Un altro collega mi ha raccontato di persone salite a bordo con la birra facendo chiasso, ma lui ha dovuto lasciare perdere: non si può più lavorare così, è diventato insostenibile".






