HomeEconomiaMade in ItalyNon solo navi ma anche robot. L’AI oggi vive in fondo al mareLA BLUE economy parte dal fondo del mare. Se per anni il dibattito si è concentrato sullo sviluppo delle energie...LA BLUE economy parte dal fondo del mare. Se per anni il dibattito si è concentrato sullo sviluppo delle energie...Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciLA BLUE economy parte dal fondo del mare. Se per anni il dibattito si è concentrato sullo sviluppo delle energie rinnovabili offshore e sullo sfruttamento delle risorse marine, oggi una parte crescente dell’innovazione riguarda la gestione delle infrastrutture già presenti sui fondali: gasdotti, cavi, impianti energetici e piattaforme richiedono infatti ispezioni, manutenzione e monitoraggio continui, attività che stanno progressivamente vedendo il crescente utilizzo di sistemi robotici autonomi e remoti al fine di ridurre l’intervento di navi di supporto. In questo scenario si inserisce il programma Hydrone sviluppato da Saipem, basato su una flotta di droni sottomarini progettati per operare fino a 3mila metri di profondità. A differenza dei tradizionali robot filoguidati, i nuovi sistemi sono concepiti come mezzi “residenti”: una volta posizionati sul fondale, possono rimanere operativi fino a dodici mesi, alternando missioni di lavoro e ricarica attraverso docking station installate sott’acqua, senza dover essere recuperati dopo ogni intervento.