Presentato il primo rapporto nazionale sulla dimensione subacquea: tecnologie innovative made in Italy per il controllo dei fondali, dalla difesa all'energia.

L'Italia è in prima fila nel risiko sottomarino per il controllo dei fondali: tecnologie innovative e visione di sistema capaci di proiettare il paese nella partita per il predominio subaqueo. E' il 1° Rapporto nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana a sancirlo non solo con numeri, che pure ci sono: le imprese sono circa 1700 di cui 189 al centro del business e nel complesso l’underwater fattura 3,5 miliardi di euro, con una crescita in dieci anni in termini di valore del 216%.

E' però quello che fanno le imprese e come lo fanno che lascia pensare a una filiera che sta cogliendo al meglio i cambiamenti geopolitici. Le attività e le tecnologie underwater italiane si stanno sviluppando seguendo queste direttrici:

• Difesa e sicurezza (sorveglianza subacquea, dispositivi warfare e contromisure, protezione di cavi e condutture strategiche, mezzi autonomi e semi-autonomi),

• Energia offshore (istallazione, monitoraggio e manutenzione di piattaforme oil & gas, Impianti eolici offshore),