L’underwater economy tricolore fattura 3,5 miliardi di euro. È il valore stimato che emerge dal primo Rapporto nazionale sulla Dimensione subacquea italiana, documento che offre un’inedita (finora) fotografia organica di un sistema produttivo considerato strategico per il Paese.Domande di approfondimento generate da 24Ore AILo studio, che il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, sarà presentato oggi, nel corso di un’iniziativa promossa da Simona Petrucci, presidente dell’Intergruppo parlamentare per l’economia del mare; ed è stato realizzato da Ossermare, osservatorio nazionale di Informare, azienda speciale della Camera di commercio Frosinone Latina, con il contributo scientifico del centro studi Tagliacarne, in collaborazione con il Polo nazionale della dimensione subacquea (Pns) della Spezia, Unioncamere e Assonautica.Il percorso che ha portato alla realizzazione del documento, che rappresenta, spiegano gli estensori del report, «la prima individuazione delle consistenze economiche dell’underwater economy italiana», nasce dal protocollo d’intesa sottoscritto nel 2025 tra Unioncamere, Assonautica e il Pns, che ha posto le basi per la costituzione dell’Osservatorio nazionale underwater, con l’obiettivo di dotare il Paese di uno strumento permanente di analisi, monitoraggio e conoscenza del settore sottomarino.Acampora: «L’economia sottomarina ha ruolo centrale nella competitivit໫Il rapporto - afferma Giovanni Acampora, presidente Assonautica italiana e Cciaa Frosinone Latina - evidenzia un sistema produttivo che fattura 3,5 miliardi, numeri che confermano come la underwater economy non rappresenti soltanto una prospettiva futura, ma costituisca già oggi una realtà industriale concreta, destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale nella competitività, nella sicurezza e nell’autonomia strategica del nostro Paese. Questo primo studio rappresenta dunque una pietra miliare, perché ogni politica industriale efficace e ogni strategia di sviluppo richiedono, innanzitutto, la capacità di conoscere, comprendere e misurare i fenomeni economici che si intendono accompagnare. È esattamente ciò che avvenne 14 anni fa con il primo Rapporto nazionale sull’economia del mare, promosso dal sistema camerale italiano, che ancora oggi è riferimento imprescindibile per istituzioni, associazioni e imprese».Le imprese censitePartendo da una platea di circa 1.700 imprese, potenzialmente riconducibili alla dimensione subacquea e individuate attraverso una prima riclassificazione dei prodotti e una ricerca «supportata - chiarisce il report - da strumenti di intelligenza artificiale, il lavoro di verifica, automatica e manuale, ha consentito di censire 189 imprese italiane effettivamente operanti nell’underwater economy». Aziende che «occupano complessivamente 63.458 addetti, pari allo 0,34% dell’occupazione nazionale; di questi, 25.403 sono laureati, pari al 40% del totale, una quota quasi doppia rispetto alla media manifatturiera italiana. Le 189 imprese generano 30,5 miliardi di euro di fatturato (non solo relativo alla subacquea), pari allo 0,72% del totale nazionale e producono 7,3 miliardi di euro di valore aggiunto, equivalenti allo 0,68% dell’economia italiana. In particolare, il valore dei prodotti e sistemi riconducibili alla dimensione subacquea è passato, in meno di dieci anni (2013-2022), da 1,1 miliardi di euro a 3,5 miliardi, con una crescita del 216%».