HomeFanoCronaca"La scultura era da salvare". Il progetto di restauro fu ignorato dalla proprietàSconcerto a Fano per la fine dell’opera cinquecentesca, simbolo della fede. Un piano di intervento venne finanziato dal Lions Club, ma la proprietà non rispose. Cecilia Prete: "La memoria storica è irrimediabilmente compromessa".Sconcerto a Fano per la fine dell’opera cinquecentesca, simbolo della fede. Un piano di intervento venne finanziato dal Lions Club, ma la proprietà non rispose. Cecilia Prete: "La memoria storica è irrimediabilmente compromessa".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPer quattro anni, in tanti hanno provato a salvare la Madonna Martinozzi. Prima gli appelli pubblici, poi le sollecitazioni di studiosi e cittadini, infine un progetto organico di restauro, con incontri e contatti con la proprietà. Oggi, dopo il cedimento che ha mandato in frantumi una parte della scultura cinquecentesca, l’amarezza è di tutta la città. Ma pesa soprattutto tra i Lions Fano, che avevano predisposto un intervento completo e si erano offerti di seguirne ogni passaggio.

La vicenda comincia all’inizio del 2022, quando Carlino Bertini, priore della Confraternita del Suffragio, richiamò pubblicamente l’attenzione sulle condizioni dell’opera e sulla necessità di intervenire. Quell’allarme venne raccolto dall’allora presidente del Lions Club di Fano, Luca Amadori, legato a Bertini da un rapporto di amicizia e appartenenza a quel sodalizio religioso. Da lì nacque l’idea di trasformare il recupero della statua in uno dei service del club. Il progetto venne formalizzato il 13 ottobre 2023 e presentato a Crédit Agricole, proprietaria dell’edicola che ospita la Madonna. La proposta non riguardava soltanto la scultura: prevedeva il restauro dell’edicola, della lapide e del muretto sottostante, il ripristino della lampada votiva, i dissuasori contro i piccioni e un supporto con QR code per raccontarne la storia.